DOMENICA 18 Novembre, ad ora tarda sono terminate le riprese del film LUDOS GAME’s MR Pinky, cortometraggio SimLab Digital prodotto da 321Jagad, per la regia di Alessandro Panichi, con Fabio De Caro e Marco Liorni.

È veramente tardi quando si batte l’ultimo ciak di un cortometraggio che ha tenuto impegnato un cast di 25 persone per due settimane di lavoro. In quell’ultima scena, forse la più adatta per essere l’ultima, tutte le tensioni, gli stress e i problemi accumulati e affrontati durante l’intero periodo di riprese si sciolgono in un applauso finale.
Una prima fondamentale tappa verso questo corto che «cerca di ridefinire gli standard dei film low budget» stando a quanto dichiara il Produttore Esecutivo, Simone Pizzi.
La parte del cast produttivo che ha lavorato con grande pazienza, professionalità e impegno ha svolto egregiamente il proprio lavoro raggiungendo anche il massimo limite di stanchezza, che in qualche occasione si è fatta sentire.

«Siamo molto grati a tutti i ragazzi della troupe,» - dice Gabriele Calarco, produttore e Direttore artistico del film - «soprattutto perché è uno staff metà collaudato e metà nuovo di zecca. Non ci sono stati grossi problemi, i ragazzi si sono trovati benissimo e, a parte le ovvie situazioni di tensione quando si lavora tanto a stretto contatto, tutto è andato a buon fine. Siamo orgogliosi del lavoro fatto e siamo sicuri che è stata una grande esperienza per tutti quanti.»

Sono stati, a detta di tutti, giorni interessanti dove ognuno ha messo alla prova le proprie capacità. Il progetto era solido e credibile e con un dettaglio produttivo che si è visto realizzare raramente. Le difficoltà nelle fasi di ripresa sono state tante soprattutto per le scelte dell’esigentissimo Alessandro Panichi, che si è rivelato ottimamente nella sua prima regia con una troupe professionale. Tanti i piani sequenza, e altrettante sono le scene girate, in modo originale, solo ed esclusivamente in Crane, utilizzando il braccio per creare movimenti di libertà della camera all’interno dello spazio reale e irreale del film.
Panichi, che è un artista a tutto tondo, un giovane che disegna, dipinge, crea opere artistiche dal niente e con poche cose, si è spesso cimentato nelle arti visive e nella regia. Questa è comunque da considerarsi un’opera prima e, proprio per questo, una grande nota di merito spetta al regista e autore che ha curato la crescita del suo progetto in ogni fase e che ha saputo gestire egregiamente questa grande macchina. La sua visione chiarissima, l’esperienza e la sua concezione dell’immagine, hanno dato vita ad una sua azione registica di grande livello, come se questa non fosse stata la sua “prima volta”. Si è sciolto subito, davanti al suo sogno, alla sua creazione, e ha saputo gestire la direzione del film e il reparto registico in modo impeccabile, sapendo coordinare e mimetizzandosi al momento opportuno.

Ecco le parole di Panichi alla fine delle riprese: «Parlare della creazione di Mr Pinky è parlare di me e di Cristian Spaccapaniccia, di due punti che creano un altro punto e cosi via, e si arriva a Simone Pizzi e Gabriele Calarco, altri due punti che si uniscono al movimento che ha disegnato tutto il lavoro. Il resto lo si legge bene dall’opera, resa magica dall’impegno di tutti gli appassionati che hanno collaborato, più che professionisti, amanti senza remore né paure. Restando, però, nella speranza che il videogioco Mr Pinky resti solo una nostra fantasia malata.»
Di solito si dice che il lavoro dello sceneggiatore finisce nel momento in cui consegna la sua opera al regista e alla produzione. In questo caso non è stato così. Cristian Spaccapaniccia, già autore di altre sceneggiature alcune delle quali saranno realizzate presto, e autore di un vecchio romanzo e un vecchio progetto cinematografico che potrebbe rivedere la luce altrettanto presto, ha comunque contribuito in tutta la fase di pre-produzione. La sua partecipazione alle riunioni, alla fase creativa, il suo sostegno al regista durante le audizioni e alle prove con gli attori sono state determinanti. Questo dimostra quanto Cristian non sia solo un ottimo scrittore, ma anche una persona con un senso del gesto creativo molto ampio, e soprattutto quanta fede e convinzione ci abbia messo in questo lavoro, che è per lui un grande punto di partenza e un importante motivo di riscatto.

Un grande capitolo di questo lavoro lo meritano le scenografie, il lavoro di Gabriele Calarco e di tutto il reparto scenografia. Fantastici gli ambienti ricostruiti su indicazione del regista e ben gestiti da un ottimo Alessandro Leone, direttore della fotografia.
Parlando di Mr Pinky, non è possibile non parlare anche di Fabio De Caro, l’attore sul quale sin dall’inizio si era puntato per questo ruolo. Il protagonista non solo ha dovuto affrontare sofferenze fisiche non da tutti, prova di coraggio e convinzione nel progetto, ma ha anche dovuto sdoppiare l’interpretazione, in un percorso che va man mano a trasformare il protagonista fino all’epilogo (che ovviamente non racconteremo qui).
È De Caro stesso che, con la sua straordinaria interpretazione, va a convalidare naturalmente la scelta della produzione e del regista, che lo avevano scelto in totale accordo e convinzione sin dall’inizio.

Alla fine delle riprese Fabio De Caro ha avuto anche la forza di lasciare la seguente dichiarazione: «Mi sento molto provato, ma contento. Direi che è andata benissimo, oltre le mie più rosee aspettative, grazie ad una troupe di grandi professionisti che ha lavorato ottimamente. Ringrazio tutti»
E quando gli viene chiesto di commentare la sua prova recitativa: «Beh molto dura. Come avevo già intuito che sarebbe stata una delle interpretazioni più difficili della mia carriera… è lo è stata, sia fisicamente che mentalmente. Con Pinky e Carlo abbiamo praticamente spaziato in tutti i diversi stili di recitazione: dramma, commedia, tragedia, fantasia. Tutto questo nella difficoltà di cambi talvolta velocissimi. Ora aspettiamo la cosa più importante, ovvero il giudizio del pubblico».
Marco Liorni, nel prezioso tempo che ha dedicato a questa sua sfida recitativa, si è comportato egregiamente come quel professionista della voce che è, radiofonicamente e televisivamente parlando. Liorni ha avuto poco tempo per ambientarsi all’interno di questo cast, ma lo ha fatto con semplicità, impegno e rispetto per una produzione che poteva essere di primo acchito sottovalutata (basandosi sui criteri di professionalità legati alla “fama” più che all’esperienza e alla serietà). La sua presenza scenica è notevole e la sua interpretazione (in linea con le aspettative registiche) impeccabile (preciso e abile nel gioco di recitazione ed espressività dovuta all’esperienza acquisita nel corso degli anni nel mondo mediatico). I suoi primi piani parleranno da soli, comunicando in modo diretto con il pubblico.

Liorni ci lascia la seguente dichiarazione: «quello che ho respirato dal primo momento è stato un ambiente fatto di persone con idee chiare in testa e col cuore 'caldo', che volevano un film di alta qualità, ma che assorbisse tutta la grande passione che ci stavano mettendo. Con loro ho iniziato a capire che cos'è il cinema e quale grande capacità ci vuole per saper conservare le emozioni e tirarle fuori al momento giusto, e questo non solo per attori come Fabio, ma per ogni singolo componente dello staff, Simone, Sara, Alessandro, Cristian... tutti in ogni momento erano 'dentro' il film, anzi dentro la storia. Li ringrazio tutti, per me è stata un'esperienza breva ma molto intensa"».
Avremo modo nei prossimi giorni di approfondire gli aspetti creativi e tecnici di questo film e presentare anche il sito ufficiale.
Nel frattempo la palla passa al nuovo cast che si insedia con entusiasmo, quello della post produzione, che è un aspetto fondamentale e nel quale il gruppo SimLab si è sempre trovato a suo agio.

Chiudiamo questo articolo con le parole del Co-produttore e Produttore Esecutivo Simone Pizzi: «Io non ho molto da aggiungere, sono state fatte delle cose straordinarie. Ho visto dei ragazzi impegnarsi come non mai e arrivare allo stremo delle forze, spesso anche al nervosismo. Ma è stata una grande opera e io sono grato a tutti, dal primo all’ultimo, per quello che hanno dato e perché ci hanno permesso di fare un grande passo avanti con questa che sarà a tutti gli effetti una grande opera. Voglio ringraziare in modo speciale Sara Sergi, il miglior Direttore di Produzione che un gruppo di lavoro Low Budget possa avere, e una professionista del lavoro di produzione cinematografica che è pronta per spingersi oltre. La ringrazio perché ha saputo colmare le mie lacune, organizzando, gestendo e tenendo a bada un gruppo di lavoro tanto numeroso. Grazie Sara».